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INTERVENTO AL SEMINARIO PD
SULLE PROBLEMATICHE AMBIENTALI
Piazzano di
ATESSA (CH) – 22 Novembre 2010
Parco Nazionale della Costa Teatina:
Da sogno
sulla carta a realtà.
(di Andrea
Rosario NATALE – Assessore Ambiente, Energia ed Igiene Urbana – Città di
Fossacesia)
Inquadramento
Territoriale
Il tratto costiero della
Provincia di Chieti è sicuramente quello a naturalità maggiore dei circa 125 km
di fascia costiera abruzzese.
L’importanza naturalistica e paesaggistica del tratto costiero considerato, in
particolare tra Ortona e Vasto, è dovuta alla presenza di alcune specie animali
e vegetali di notevole interesse conservazionistico, al permanere di ecosistemi
inseriti nella Diretti Habitat, quali boschi
dominati
da
Quercus ilex
e Quercus pubescens
e verso il mare degli ecotoni come le
falesie di Ortona e Vasto e le dune mobili del cordone litorale con presenza di
Ammophila arenaria, l’associazione Echinophoro
spinosae-Ammophiletum-arundinaceae, e le dune mobili embrionali, elementi
questi ad una valenza paesaggistica che si origina dall’alternarsi di tratti di
costa bassa e tratti di costa alta.
Tale andamento morfologico ha contribuito anche a concentrare i centri urbani e
ad avere ancora permanente una discontinuità lineare dell’urbanizzato,
contariamente a ciò che accade invece in particolare del tratto settentrionale e
centrale Silvi-Montesilvano-Pescara-Francavilla dove si può parlare di città
lineare.
La fascia costiera della Provincia di
Chieti presenta numerosi corsi d’acqua, da nord a sud, abbiamo fiumi come l’Alento,
il Moro, il Sangro, l’Osento, il Sinello e il Trigno, che delimita il confine
tra la Regione Abruzzo e il Molise. Importante anche il sistema dei torrenti tra
i quali ricordiamo il Foro, il Feltrino, il San Giovanni, il Lebba, e il
Buonanotte.
Tra Ortona e Vasto in poco più di 50 km troviamo 7 Riserve Naturali Regionali
(Ripari di Giobbe, Acquabella, Grotta delle Farfalle, San Giovanni in Venere,
Lecceta di Torino di Sangro, Punta Aderci, Marina di Vasto, 1 Siti di Importanza
Regionale (il Corridoio Verde, ai sensi della L.R. n.5/2007) e 6 Siti di
Importanza Comunitaria (IT7140106 Fosso delle Farfalle, IT7140107 Lecceta
litoranea di Torino di Sangro e Foce Fiume Sangro, IT7140111 Boschi riparali sul
Fiume Osento, IT7140108 Punta Aderci, IT7140109 Marina di Vasto, IT7140127 Fiume
Trigno) oltre a numerose stazioni dove sono segnalate specie vegetali in via
d’estinzione e in lista rossa IUCN (International Union for Conservation of
Nature) come documentato dall’Università dell’Aquila dal gruppo del Prof.
Pirone. Complessivamente risultano protetti 11,41 Km2, pari al 3,7%
del territorio costiero, considerando solo le aree protette. Superficie che
aumenta fino a 19,3 Km2, pari al 6,3% se consideriamo anche la parte
ricadente nei Siti d’Importanza Comunitaria della Rete Natura 2000.
Nell’immediatezza della costa troviamo altre due riserve regionali (Lago di
Serranella, tra Sant’Eusanio del Sangro, Casoli e Altino e il Bosco di Don
Venanzio a Pollutri) oltre ad un’altro sito SIC il “Bosco di Mozzagrogna”
- IT7140112 tra Mozzagrogna e Paglieta, che unito al già citato “Boschi
Riparali sul Fiume Osento” - IT7140111, tra Torino di Sangro, Villalfonsina
e Casalbordino, e ai corsi del Sangro e dell’Aventino congiungono la costa con
le prime propaggini del Parco Nazionale della Majella-Morrone.
Caratterizzano le colline prossime al mare di questo territorio le coltivazioni
dell’ulivo e della vite.
Come evidenziato da recenti studi svolti dal Consorzio Mario Negri Sud e dal
gruppo LASCOT è emersa la possibilità di migliorare e ripristinare la
connettività ecologica tra queste aree in precedenza elencate.
La zona pur essendo segnata da
urbanizzazione diffusa e dalle attività antropiche, in particolare
l’agricoltura, presenta habitat e specie di una certa importanza
conservazionistica.
Tra le specie animali presenti, per esempio come avifauna, si segnalano: la
capinera (Sylvia atricapilla),
l’occhiocotto (Sylvia melanocephala), la sterpazzolina (Sylvia
cantillans), Sterpazzola di Sardegna (Sylvia conspicillata) e il
canapino (Hippolais poliglotta), il martin pescatore (Alcedo atthis)
e il tarabusino (Ixobrychus minutus); durante il periodo di passo è rara
la presenza della pispola golarossa (Anthus cervinus), presente con
colonie consistenti il gruccione (Merops apiaster), nei relitti di boschi
a Quercus il picchio verde (Picus viridis) e il picchio rosso
maggiore (Dendrocopos major), nonché il fratino (Charadrius
alexandrinus) sulle spiagge da Torino di Sangro a San Salvo. Tra i rettili
sono presenti il geco verrucoso (Hemidactilus turcicus), il geco comune (Tarentola
mauritanica) e il cervone (Elaphe quatuorlineata), la testuggine
terrestre (Testudo hermanni), in particolare nella Lecceta di Torino di
Sangro, unico sito in Abruzzo a presentare una popolazione stabile. Per i pesci
abbiamo la cheppia (Alosa fallax) e il cagnetto (Salaria fluviatilis),
nonché invertebrati come il granchio di fiume (Potamon fluviatile),
Cerambix cerdo e Alaocyba marcuzii, tra i mammiferi la volpe (Vulpes
vulpes), la donnola (Mustela nivalis), il riccio (Erinaceus europaeus), il
toporagno (Sorex araneus ), il mustiolo (Suncus etruscus)
e il tasso (Meles meles), avvistato il capriolo (Capreolus
capreolus).
Dal punto vegetazionale oltre ai sistemi legati ai boschi e alle foreste su
menzionate presenti in frammenti più o meno estesi e collegati tra loro si hanno
anche presenze ad areali più limitati o stazioni puntuali con presenza
soprattutto di vegetazione alofita sia di scogliera, nelle falesie, legata ai
sistemi dunali o alle spiagge ciottolose: Calystegia soldanella, Polygonum
maritimum, Pancratium maritimum, Typha minima, Salicornia patula, Sagina
marittima, Spergularia marina, Crithmum maritimum, Daucus gingidium,
Helichrysum italicum, l’Ammophila arenaria subsp. Australis,
zigolo delle spiagge (Cyperus capitatus ex C. kalli), ononide
screziata (Ononis variegata), logliarello delle spiagge (Cutandia
maritima), silene colorata (Silene colorata), erba medica litorale (Medicago
littoralis), nappola (Xanthium orientale subsp. italicum),
agropiro pungente (Elymus athericus), papavero cornuto e camomilla di
mare.
Gli elementi di criticità e di frammentazione principale sono dati
prevalentemente dalle infrastrutture lineari, partendo da quelle parallele alla
linea di costa, ex-tracciato ferroviario RFI, Statale Adriatica, nuovo tracciato
ferroviario, Autostrada A 14, fino al reticolo interno delle provinciali e
comunali, oltre anche qui alla linea San Vito-Lanciano della Sangritana nei due
percorsi esistenti.
Lo sprawling dell’urbanizzato, in particolare nelle frazioni è causa,
congiuntamente alle modalità di conduzione dei fondi agricoli, dell’abbandono da
parte di alcune specie della percorrenza di alcune aree marginali in vicinanza
soprattutto dei cosiddetti fossi.
E’ in atto una progettualità che partendo dalle aree individuate con valenza
maggiore risolva le problematiche di effetto margine e della frammentazione su
menzionate agendo in particolare sugli incolti prossimali individuando con
successive analisi di dettaglio le direttrici secondarie e gli areali potenziali
da recuperare valorizzando anche gli agro-ecosistemi e gli elementi e le unità
di paesaggio caratterizzanti.
Aree Protette:
RNR “Ripari di Giobbe”, RNR
“Acquabella” (Ortona), RNR “Grotta delle Farfalle” (San Vito-Rocca San
Giovanni), RNR “San Giovanni in Venere” (Fossacesia), RNR “Lecceta di Torino di
Sangro” (Torino di Sangro), RNR “Punta Aderci” (Vasto), RNR “Marina di Vasto”
(Vasto-San Salvo) – Superficie totale Aree Protette (11,4
Km2).
Siti di Interesse
Comunitario
IT7140106
Fosso delle Farfalle (San Vito-Rocca San Giovanni), IT7140107 Lecceta
litoranea di Torino di Sangro e Foce Fiume Sangro (Fossacesia-Torino di Sangro),
IT7140111 Boschi riparali sul Fiume Osento (Torino di
Sangro-Casalbordino-Villalfonsina), IT7140108 Punta Aderci (Vasto),
IT7140109 Marina di Vasto (Vasto-San Salvo), IT7140127 Fiume Trigno
(basso corso- San Salvo)
Superficie
Totale Natura 2000 (19,3 Km2).
Inquadramento Normativo
Con la Legge n°344/97 (art. 4,
comma 3) la “Costa Teatina” viene inserita (su proposta del Sen. Staniscia) tra
le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n°394/91
(lettera l-bis, comma 6, art. 34) e sulle quali si dovevano realizzare Parchi
Nazionali.
Successivamente la Legge
n°93/2001, all’art.8, comma 3, avvia l’iter di istituzione, ricordando le
procedure e le intese richiamando la L.394/91 e fissa in lire 1.000 milioni
dal 2001 i limiti massimi di spesa per l’istituzione e il funzionamento.
La Giunta Pace allora al Governo
Regionale ricorre alla Corte Costituzionale contro la L.93/01 per farne
dichiarare dichiarazione di incostituzionalità e,
comunque, per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato.
La Corte Costituzionale con la
sentenza n°422/2002 depositata il 18 ottobre 2002 dichiara “non fondata” la
richiesta della Regione Abruzzo è ribadisce la legittimità dell’art. 8, comma 3,
della legge 23 marzo 2001, n. 93.
Per anni la questione rimane
parcheggiata, il Ministero dell’Ambiente non trova l’intesa con la Regione
Abruzzo.
Nel 2005 cambia il Governo
Regionale e con la dismissione della tratta Adriatica, tra Ortona e Vasto, di
RFI si torna a parlare di Costa Teatina, viene fatta una prima proposta
dall’Assessore Regionale Franco Caramanico, il 6 settembre 2006 una delegazione
abruzzese guidata da Caramanico si incontra con il Direttore del Servizio di
Conservazione della Natura del Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter di
perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, dopo diversi mesi di
confronto con i Comuni, deliberano solo in tre a favore del Parco (Vasto, San
Salvo e Francavilla), si approda quindi dopo un confronto di un anno e mezzo con
associazioni ed Università, al “Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina”
con la Legge Regionale n°05/2007 che viene costituito, nelle more della
definizione del Parco Nazionale della Costa Teatina.
L’iter del Parco rallenta di
nuovo e vista la renitenza dei Comuni la Direzione Regionale competente formula
una proposta di perimetrazione e la invia ai Comuni e al Ministero (2008).
A luglio 2008 viene arrestato
l’allora Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, si va verso le
elezioni a dicembre 2008 e l’iter si ferma di nuovo.
A fine aprile 2010, nell’anno
internazionale della biodiversità, con il Direttore Aldo Cosentino in procinto
di andare in pensione, il Ministero dell’Ambiente riprende gli iter dei Parchi
sospesi (ne mancano ancora 5 da istituire: Costa Teatina, isola di
Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie, Iblei).
Il 10 Maggio 2010, Regione
Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni Costieri (Ortona, San Vito Chietino, Rocca
San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo)
sono convocati a Roma presso il Ministero dell’Ambiente e si riavvia l’iter di
istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina e alla Regione Abruzzo viene
affidato il compito di riconvocare i Comuni e la Provincia per definire una
nuova perimetrazione condivisa entro la fine del 2010.
Il 9 luglio 2010 la Regione
Abruzzo convoca i Comuni e la Provincia di Chieti e preso atto della contrarietà
alla proposta di perimetrazione elaborata dalla Direzione Regionale Aree
Protette e Parchi del 2008, si concorda di lavorare su una ipotesi che preveda 4
zone, anticipando la zonazione nel Decreto Istitutivo e graduando meglio i
vincoli in considerazione delle valenze naturalistiche e dell’antropizzazione
del territorio. Ogni Comune si prende l’onere di deliberare in merito decidendo
se essere favorevole o contrario, definendo anche una perimetrazione per il
territorio di competenza da rimandare in Regione Abruzzo per una successiva
integrazione e raccordo complessivo delle proposte. Si ipotizza di terminare
questa fase per settembre/ottobre.
Dopo diversi incontri di
coordinamento la questione resta sospesa, tra agosto e ottobre solo alcuni
comuni si muovono e iniziano la discussione e avviano dei percorsi di confronto
ed ascolto anche con i cittadini, tra questi Fossacesia, Torino di Sangro e
Vasto.
Torino di Sangro delibera in
consiglio sulla volontà di dare origine al Parco e di definire una
perimetrazione su 4 zone come concordato in Regione, Fossacesia ne discute nel
suo Forum Ambiente e approva in Commissione Urbanistica la proposta di
perimetrazione su 4 zone, Vasto approva un ordine del giorno e rimanda la
discussione della perimetrazione.
Le Quattro Zone
Questa la proposta avanzata dal Comune di
Fossacesia presso la Regione Abruzzo:
Zona “A”, Protezione
integrale, comprendente tutte le aree di rilevanza naturalistica,
ambientali, paesaggistiche, storico-culturali, nonché altre tipologie di vincoli
già esistenti, come messe in evidenza dalla Cartografia inviata dalla Regione e
citata nelle premesse, nonché tutte le aree che studi e ricerche di Enti,
Università ed associazioni hanno evidenziato avere le presenze e/o
caratteristiche di cui sopra ;
Zona “B”, Riqualificazione
Ambientale, comprendente tutte le zone prossime alle zone A che presentano
elementi parzialmente modificati dall’uomo, ma che preservano la possibilità di
essere recuperati e valorizzati, in ottica di rete ecologica, al fine di
aumentare la qualità ambientale complessiva e ridurre la frammentazione
ambientale;
Zona “C”, Riqualificazione
Urbanistica/Paesaggistica, comprendente aree urbanizzate ed antropizzate
nelle quali è possibile migliorare la qualità paesaggistica e diminuire
l’impronta ecologica delle attività umane orientandole verso la sostenibilità;
Zona “D”, Regime ordinario,
aree fortemente antropizzate, aree di sviluppo e di espansione.
Di favorire il ripristino delle
aree contigue di rilevanza ambientale, al fine di sviluppare una rete ecologica
intercomunale.
DIVIETI GENERALI
1. Sono vietate in tutto il territorio del
Parco nazionale, fuori dai centri edificati così come individuati nella
cartografia allegata, le seguenti attività:
a) la cattura, l'uccisione, il
danneggiamento ed il disturbo delle specie animali ad eccezione di quanto
eseguito per fini di ricerca e di studio previa autorizzazione dell'Ente parco
ai sensi dell'articolo 11, comma 4, legge 6 dicembre 1991, n. 394;
b) la raccolta e il danneggiamento della
flora spontanea, del bosco e della macchia mediterranea fatte salve le esigenze
connesse con il mantenimento delle attività agricole tradizionali e, previa
autorizzazione dell'Ente parco, gli interventi conservativi tendenti a favorire
il ripristino delle suddette formazioni vegetali con l'impiego di specie
autoctone, gli interventi necessari a prevenire gli incendi e i danni alla
pubblica incolumità, gli interventi strettamente necessari a garantire la
conservazione del patrimonio archeologico, storico ed architettonico e di quanto
eseguito ai fini di ricerca e di studio. Sono consentiti il pascolo e la
raccolta dei prodotti del sottobosco, nel rispetto delle vigenti normative,
degli usi civici e delle normative locali;
c) l'introduzione in ambiente naturale non
recintato di specie vegetali o animali estranee alla flora e alla fauna
autoctona;
d) il prelievo di materiali di rilevante
interesse geologico e paleontologico, ad eccezione di quello eseguito per fini
di ricerca e di studio previa autorizzazione dell'Ente parco;
e) l'apertura e l'esercizio di cave, di
miniere e di discariche, nonchè, l'asportazione di minerali;
f) l'introduzione da parte di privati, di
armi, esplosivi, qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura se non autorizzata,
fatto salvo quanto previsto dall'articolo 21, comma 1, lettera g), della legge
n. 157/1992;
g) il campeggio, al di fuori delle aree
destinate a tale scopo ed appositamente attrezzate ad eccezione del campeggio
temporaneo autorizzato;
h) il sorvolo non autorizzato dalle
competenti autorità secondo quanto espressamente definito dalle leggi sulla
disciplina del volo e dall'Ente parco per quanto attiene alle necessità di
tutela delle aree di cui all'articolo 1;
i) il transito di mezzi motorizzati fuori
dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate da servitù e fatta
eccezione per i mezzi di servizio e per i mezzi accessori all'esercizio delle
attività agro-silvo-pastorali;
l) la costruzione nelle zone agricole di
qualsiasi tipo di recinzione ad eccezione di quelle necessarie alla sicurezza
degli impianti tecnologici e di quelle accessorie alle attività
agro-silvo-pastorali, purchè, realizzate utilizzando tipologie e materiali
tradizionali delle delimitazioni temporanee a protezione delle attività
zootecniche;
m) lo svolgimento di attività pubblicitarie
al di fuori dei centri urbani, non autorizzate dall'Ente parco.
DIVIETI IN ZONA A
1. Nelle aree di zona A l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità.
Pertanto sono vietate tutte le attività che ne determinino in qualsiasi modo
l'alterazione e vigono, in particolare, i seguenti ulteriori divieti:
a) l'accesso con veicoli a motore fatti
salvi il transito per l'eventuale attività di sorveglianza e di soccorso;
b) l'accesso a piedi al di fuori dei
percorsi segnalati;
c) l'attracco dei natanti, fatta eccezione
per la eventuale attività di sorveglianza e di soccorso;
d) l'uso di fitofarmaci;
e) la realizzazione di nuovi tracciati
stradali e nuove opere di mobilità;
f) la realizzazione di nuovi edifici ed il
cambio di destinazione di quelli esistenti;
g) l'apposizione di cartelli e manufatti
pubblicitari di qualunque natura e scopo, ad esclusione della segnaletica
informativa del parco;
h) le opere tecnologiche ad eccezione degli
impianti di approvvigionamento idrico di modesta entità ed antincendio, previa
autorizzazione dell'Ente parco;
i) il taglio e la manomissione della
vegetazione arborea ed arbustiva ad eccezione degli interventi strettamente
necessari alla prevenzione degli incendi;
l) la modifica del regime delle acque salvo
gli interventi che l'Ente parco riterrà necessari per il contenimento dei
fenomeni erosivi.
DIVIETI IN ZONA B
1. Nelle aree di zona B, vigono oltre ai divieti generali di cui all'articolo 3,
i seguenti divieti:
a) l'apertura di nuove strade ad eccezione
di quelle di servizio per le attività agro-silvo-pastorali tradizionali e la
realizzazione di nuove opere di mobilità ad eccezione degli impianti di
monorotaia necessari allo svolgimento delle attività agricole, previa
autorizzazione dell'Ente parco;
b) la realizzazione di nuovi edifici.
DIVIETI IN ZONA C
1. Nelle aree
di zona C, oltre ai divieti generali di cui all'articolo 3, dovranno essere
sottoposti ad autorizzazione del futuro Ente Parco i nuovi interventi di
rilevante trasformazione del territorio, per i quali, alla data di entrata in
vigore delle presenti norme, che avverrà con la pubblicazione del Decreto
Istitutivo del Parco, non sia stato effettuato l'inizio dei lavori:
a) le opere di mobilità, ed in particolare i
tracciati stradali o modifiche di quelli esistenti, ferrovie, filovie, impianti
a fune, monorotaie ed altro;
b) le opere che comportano modifiche del
regime delle acque ai fini della sicurezza delle popolazioni;
c) le opere tecnologiche: elettrodotti con
esclusione delle opere necessarie all'elettrificazione rurale, gasdotti con
esclusione delle reti di distribuzione, derivazione, acquedotti con esclusione
delle reti di distribuzione, depuratori, ripetitori, captazioni ed adduzioni
idriche;
d) opere di trasformazione e di bonifica
agraria;
e) gli impianti per allevamenti ed impianti
di stoccaggio agricolo, così come definito dalla normativa vigente nazionale e
comunitaria;
f) la realizzazione di nuovi edifici, ed il
cambio di destinazione d'uso di quelli esistenti all'interno delle zone
territoriali omogenee "E" di cui al decreto ministeriale del 2 aprile 1968, n.
1444, salvi gli adempimenti edilizi effettuati nel rispetto e nei limiti degli
strumenti urbanistici vigenti.
N.b. – in ZONA “D”, nei centri abitati e
nelle zone artigianali, sono possibili tutti gli interventi e le attività
coerenti con le previsioni del Piano Regolatore Generale e degli altri Piani
sovracomunali non in contrasto con le finalità del Parco
La Costituente
Il 28 ottobre 2010 nella Sala
Consigliare di Fossacesia 45 persone favorevoli al Parco Nazionale della Costa
Teatina (sindaci, assessori e consiglieri comunali, consiglieri regionali,
imprenditori turistici, associazioni di categoria, sindacati, ricercatori
universitari, cooperative giovanili, giornalisti, associazioni ambientaliste e
culturali) sottoscrivono un documento su 10 punti e nasce la Costituente per il
Parco Nazionale della Costa Teatina con l’obiettivo di arrivare all’istituzione
del Parco poiché lo si vede come modello per uscire dalla crisi e ridare un
futuro ed un benessere durevole a questo territorio.
Il Documento
Noi sottoscritti cittadini,
amministratori, imprenditori, rappresentanti di categoria, sindacalisti,
ambientalisti preso atto della crisi economico, sociale ed ambientale che stiamo
vivendo, consapevoli della necessità di pensare (attuare/sviluppare/porre in
essere) un nuovo modello di produrre, consumare e vivere insieme nella diversità
e nel rispetto reciproco che conduca il nostro territorio verso un BENESSERE
DUREVOLE che restituisca dignità al lavoro, diritti alle persone
(cittadini/lavoratori), valore ai luoghi, alle risorse naturali, paesaggistiche,
storiche e culturali, creando competitività per le imprese produttive
restituendo un futuro alla nostra Comunità,
VogliAmo il
Parco (Nazionale della Costa Teatina) per
1. Cambiare il
modo di produrre energia, riducendo il consumo energetico ed avviando la
transizione per abbandonare le fonti fossili, aumentando l’efficienza energetica
(nell’impresa, nel pubblico, nelle abitazioni private), la produzione di energia
da fonti rinnovabili, sviluppando la tecnologia per le rinnovabili e per
l’efficienza ecologica.
2. Ripensare il
modo di spostare merci e persone verso un sistema di trasporti intermodale,
integrato e sostenibile per gli ecosistemi naturali e per l’ambiente,
migliorando la mobilità lenta, l’accessibilità il trasporto su rotaia delle
merci e delle persone, diminuendo la frammentazione ecologica.
3. Preservare
le specie animali, vegetali, gli habitat e la loro funzionalità ecologica (e la
biodiversità in generale), conservando e ripristinando i “servizi ecosistemici”
che la Natura fornisce all’uomo gratuitamente (es. fotosintesi, autodepurazione,
regimazione delle piene, stabilizzazione “prevenzione frane”, erosione
costiera e spondale per i fiumi, principi attivi dei farmaci).
4. Migliorare
la salute umana (qualità dell’aria, dell’acqua, del cibo).
5. Bloccare il
consumo di suolo, l’urbanizzazione e l’antropizzazione che gli strumenti
ordinari della pianificazione territoriale non riescono a bloccare.
6. Difendere e
valorizzare il nostro Patrimonio Storico e fare Cultura.
7. Valorizzare
l’agricoltura” ridandogli un ruolo e un futuro, lavorando verso la
multifunzionalità, la qualità, (l’aumento/aumentando del/il valore aggiunto ai
prodotti della terra), la “filiera corta”.
8. Sviluppare
il Turismo Verde (Natura/Ecoturismo), il Turismo Enogastronomico, il Turismo
dello sport e le attività commerciali e di servizi ad esse legate
destagionalizzando e allungando la stagione degli arrivi creando nuova
occupazione.
9. Valorizzare
i saperi diffusi e recuperare le tradizioni (culturali/popolari contadine e
marinare) per ri-costruire e tornare ad essere una Comunità vera.
10. Promuovere e
Programmare, insieme, il nostro territorio come Sistema in Europa e nel Mondo
intercettando in modo prioritario le risorse europee destinate agli stati membri
per tornare competitivi e raggiungere non la crescita e lo sviluppo ma livelli
di benessere durevoli.
Consapevoli di queste necessità
e della impossibilità di perdere altro tempo diamo vita alla COSTITUENTE
PER IL PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA
Prime
adesioni:
Maria Rita D’ORSOGNA, ricercatrice
abruzzese;
Angelo STANISCIA, “papà” del Parco
Nazionale della Costa Teatina
Fausto STANTE, Sindaco di Fossacesia;
Domenicantonio PACE, Sindaco di Torino di Sangro;
Andrea Rosario NATALE, Assessore
all’Ambiente, Comune di Fossacesia; Fabrizio D’AMARIO, Assessore
Politiche Sociali, Comune di Fossacesia;
Alba BRIGHELLA, Vice-Sindaco Comune di
Mozzagrogna; Sergio TORTELLA, Assessore all’Ambiente, Comune di Torino di
Sangro;
Anna SURIANI, Assessore all'Ambiente,
Comune di Vasto; Marco MARRA, Assessore Politiche Sociali Comune di
Vasto;
Lara POLSONI, Consigliere Comunale
Fossacesia; Raffaele TIRO, Consigliere Comunale Rocca San Giovanni;
Fabio SMARGIASSI, Consigliere Comunale
Vasto; Tommaso PAGLIANI, DSA - Consorzio Mario Negri Sud;
Riccardo MANCINONE, Soc. Coop. Terracoste;
Tony DI MONTE, Camping Sangro;
Renato DI NICOLA, Abruzzo Social Forum;
Ines PALENA, Presidente WWF "Costa Teatina e Zona Frentana";
Fabrizia ARDUINI, Coordinamento per la
Tutela della Costa Teatina;
Michele MARCHIOLI, Ada SINIMBERGHI,
CGIL Chieti;
Lino SALVATORELLI, ARCI Comitato
Provinciale Chieti; Francesca CIANCI, ARCI Circolo di Vasto-San Salvo;
Paola NATALE, ARCI Circolo Basso Sangro;
Luciano DI TIZIO, Società Herpetologica
Italiana, Sezione Abruzzo e Molise; Stefano DE RITIS, Stazione
Ornitologica Abruzzese;
Emilio Pio CARAVAGGIO, Sos Costa dei
Trabocchi; Mauro MARRONE, Pro Loco di Fossacesia Marina;
Orlando VOLPE, Nuovo Senso Civico; Sandro
CIANCI, Piccolo Teatro del ME-TI
Roberto NARDONE, Csa Arrembaggio San Vito;
Alessio DI FLORIO, PeaceLink; Roberto PAOLINI, CambiAMO Fossacesia;
Maurizio ACERBO, Consigliere Regionale;
Walter CAPORALE, Consigliere Regionale;
Franco CARAMANICO, Consigliere Regionale;
Alex CAPORALE, già Consigliere Provinciale
di Chieti; Maria Lucia SANTARELLI, Animalista;
Barbara ANTONUCCI, Avvocato; Claudio
ALLEGRINO, Coordinatore Provinciale Guardie WWF
Antonio CECERE; Mario CAMILLI;
Carmine TOMEO,
Ivana SILVERI; Maria Laura PIERINI;
Mariella IANERI; Maria CELENZA.
L’Azione propositiva
La Costituente si prefigge di
elaborare su basi scientifiche e tecniche, acquisite le cartografie regionali
del Piano Paesistico Regionale, i Piani Regolatori Generali dei Comuni e gli
studi realizzati dalle Università d’Abruzzo e dalle associazioni, una proposta
organica che comprenda tutti i Comuni della cosiddetta Costa Teatina definendo
la perimetrazione del Parco Nazionale.
La Proposta suddivisa su base
comunale sarà presentata nei Consigli Comunali compresi nel perimetro per farli
esprimere in merito arrivando ad una definizione condivisa della perimetrazione
per ogni singolo Comune.
Contestualmente saranno
organizzati momenti di dibattito, confronto, sensibilizzazione sul modello
“Parco Nazionale”, di chiarimento e dibattito sui dubbi e i “falsi miti
negativi” e di approfondimento sulla Proposta Complessiva di Perimetrazione che
sarà supportata da una petizione.
Per adesioni:
costituente.costa.teatina@gmail.com o via fax 0872.622237 (Comune di
Fossacesia)

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